Mobilità del futuro, cosa vedremo

Giannip

Immaginiamo il futuro della mobilità

Quale sarà la mobilità del futuro, riusciamo a immaginarlo? A quanto pare sì, grazie anche ad uno studio realizzato recentemente e commissionato dalla casa automobilistica Audi. Si chiama SocAlty ed è stato realizzato da un team di esperti da tutto il mondo. I punti che vengono affrontati sono i seguenti: Leggi e progresso, Fiducia tra uomo e macchina e Sicurezza in rete. I tre punti riguardano l’etica della guida autonoma, il tema della responsabilità e la protezione e sicurezza dei dati. Audi ha commissionato lo studio perché punta molto sulla tecnologia del futuro. Ci sono i presupposti per una guida autonoma? A quanto pare sì, ma ci sono una serie di considerazioni e di aspetti su cui è necessario chiarire ulteriormente.  

Cosa ci possiamo aspettare dalla mobilità del futuro? Vediamolo insieme. 

Il futuro della mobilità: è fantascienza?

Lo studio realizzato afferma che la mobilità dei prossimi 10 anni sarà più variegata, con un particolare accento sulla micro mobilità cittadina. Questa dovrà essere creata su misura per le realtà cittadine, perché l’ambiente urbano richiede una risposta a specifiche esigenze. 

I Paesi che maggiormente spingono in questa direzione sono la Cina e gli USA. Queste due potenze mondiali saranno il vero motore del futuro, con una tecnologia che punta moltissimo sulla guida autonoma. Questo è merito soprattutto dei capitali presenti e delle competenze necessarie per realizzare la mobilità del futuro. In Cina, in particolare, le nuove tecnologie vengono implementate molto velocemente, sia perché c’è un forte apprezzamento da parte della società delle nuove tecnologie sia perché la diffusione avviene ad una velocità davvero impattante. In Europa questo ruolo pionieristico è assegnato alla Germania, soprattutto per la sua storia di innovatore tecnologico. 

Guida autonoma: come faremo a fidarci?

Uno degli aspetti presi in esame dallo studio è proprio la fiducia e il rapporto uomo-macchina. Nel 2030 la mobilità sarà probabilmente di tipo misto, con auto dotate di guida autonoma e auto guidate da persone. Sarà necessario prendere in esame nuove regole e far sì che le persone si adeguino.Sarà necessario del tempo affinché si instauri un rapporto di fiducia. A questo scopo è molto importante la percezione di sicurezza da parte dei veicoli a guida autonoma. La guida autonoma apre diversi scenari, come ad esempio la possibilità di spostarsi anche a persone disabili o coloro che non sono in grado di prendere la patente. 

Una questione anche etica

La guida autonoma pone anche importanti domande etiche. Come faranno le macchine a capire chi salvare nel caso si ponga il dilemma e la vita umana venga messa in pericolo.Ci saranno sicuramente situazioni in cui gli incidenti non si potranno evitare, in quei casi come si fa a definire gli aspetti di questo tipo nella guida autonoma?  

Il team di esperti che ha realizzato lo studio pone la necessità di definire i chiari fondamenti su cui basare la tecnologia, prendendo in considerazione situazioni realistiche. Anche la normativa dovrà andare di pari passo e prevedere tutte le possibili variabili, affinché la tecnologia possa essere implementata in modo etico e sicuro. 

Responsabilità e legge

Il legislatore avrà il compito di adottare norme in grado di chiarire la responsabilità in caso di incidenti. Inoltre un aspetto estremamente importante riguarda la protezione e la sicurezza dei dati, un aspetto delicato che riguarda sempre di più le nostre vite quotidiane. 

La guida autonoma pone anche la questione cyber sicurezza che può avere un’influenza diretta e concreta sulle vite dei cittadini.

Concludendo, il 2030 quando si prevede di implementare questo tipo di tecnologia non è un momento così lontano, richiede certamente un periodo di adeguamento da parte della società, non solo dal punto di vista pratico, di guida, ma anche da considerare aspetti normativi, etici e di sicurezza. 

 

 

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