Diesel o Elettrico: chi inquina di più?

si susseguono gli studi e le ipotesi, col fine di valutare e dimostrare quale tecnologia risulti essere la meno inquinante. Con l’obiettivo, PERALTRO OVVIO, di estendere la produzione E IL MERCATO 2020-2021

Con il lancio in massa delle prime vetture elettriche, siamo stati inconsciamente rassicurati sulle minori possibilità di inquinamento di questa nuova tecnologia, e di come si stia lavorando sia per la salute del pianeta, argomento sicuramente attuale, ma anche per il futuro, quando le riserve di petrolio inizieranno a scarseggiare.

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Auto elettriche del 2020, via Motortrend

Il 12% delle emissioni clima alteranti dell’UE proviene dalle automobili. L’impatto ambientale è disastroso

Alcuni studi hanno però confermato come le auto a petrolio siano più inquinanti di quello termico creando inizialmente stupore e sconforto. A screditare la nuova tecnologia priva di idrocarburi, i costi di produzione delle inquinanti batterie elettriche, che per alcuni fanno pendere l’ago della bilancia verso le più moderne tecnologie diesel, complessivamente più favorevoli all’ambiente.

Tuttavia, gli interessi in ballo sono davvero tanti ed è necessario analizzare con contezza ed oggettività la problematica, analizzando ogni fase, dalla produzione allo smaltimendo dell’intera vettura.

Secondo l’ultimo report RSE la decarbonizzazione dei trasporti è fondamentale, ed uno studio – basato su metodologie di raffronto analitiche – dimostrano non soltanto come l’elettrico sia molto meno inquinante ma anche come i risultati vengano spesso “pilotati” per favorire il motore a benzina e gasolio, utilizzando dei parametri di raffronto volutamente errati.

Quindi inquina di più il diesel o l’elettrico?

Gli studi dell’RSE (Ricerca Sistema Elettrico, autorevole istituto italiano di ricerca nel settore energetico, controllato dal Gestore sistema elettrico) evidenziano come l’elettrico sia davvero meno inquinante delle benzine confutando le seguenti ipotesi, emerse da studi precedenti:

Le emissioni di anidride carbonica equivalente (CO2eq)

Il cambiamento climatico è influenzato dalle emissioni di gas come anidride carbonica in metano ed N2O, pesati come anidride carbonica equivalente (CO2eq) . Tutti sono d’accordo nel dichiarare che i veicoli elettrici emettono meno CO2eq di quelli ad idrocarburi.

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fonte: dossierse.it

Non si considera l’inquinamento generato dalla produzione di elettricità

Anche se l’energia elettrica venisse prodotta in gran parte dal carbone e non ci fosse il crescente sviluppo di energie alternative (fotovoltaico – eolico) l’utilizzo dell’auto elettrica (considerata anche nel ciclo produttivo e di rifornimento energetico) garantirebbe minori emissioni di CO2eq.

Non sono utilizzati dati comparativi su vetture di prestazioni simili

Non sempre i dati comparativi – per stabilire quale vettura sia più inquinante – sono riferiti a vetture di ugurali prestazioni, tipologia, potenza. Inoltre, il ciclo vitale delle auto elettriche viene considerato estremamente inferiore a quello delle analoghe vetture a motore termico, ma in realtà non è così. Oggi, le auto elettriche possono arrivare a 200 mila km, con batterie che vengono garantite per 8 anni.

Non sono considerati i danni indiretti alla salute

La comparazione delle emissioni inquinanti non tiene conto, generalmente, dei danni alla salute, anche a lungo termine, che le emissioni producono. Il contatto continuo e diretto, nelle strade gas nocivi alla salute è una priorità, risolvibile soltanto con l’introduzione massiva di motori elettrici. Se la produzione elettrica derivata da fonti rinnovabili verrà incentivata, così come lo sviluppo tecnologico di batterie e accessori elettrici, i vantaggi delle nuove tecnologie non derivate dal petrolio potrebbero essere davvero evidenti.

Quali problematiche bisognerà ancora affrontare?

  • il costo eccessivo di produzione di vetture elettriche, che incide sul prezzo di vendita;
  • la necessità di disporre l’assenza di auto elettriche nelle grandi città, e non incentivarne l’utilizzo, sebbene siano elettriche;
  • La riduzione di CO2 nella produzione;
  • L’affidabilità e i costi di gestione (riparazioni meccaniche, manutenzione) che rendono scettici i potenziali acquirenti;
  • L’autonomia, che solo da pochissimo sta diventando atteabile in un normale utilizzo.

Vince quindi l’elettrico?

Attualmente la bilancia rende onore all’elettrico ed alle possibilità di ridurre le emissioni di CO2 con opportuni correttivi, specie nella fase produttiva, al contrario dei motori derivati da petrolio, che oggi sono fortemente evoluti e poco inquinanti, ma che non garantiscono evidenti margini di miglioramento. Oggi, chi critica l’elettrico, si appella soltanto al fatto che la produzione elettrica è ancora (parzialmente) a carbone, ma in futuro le cose dovrebbero cambiare.

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