Novità a guida autonoma, ecco tutte le ultime notizie

Di guida autonoma si parla con alterne fortune da diversi anni e, dinanzi a coloro che sono sempre più scettici sull’effettiva applicazione di questa tecnologia, esistono numerosi operatori che invece ritengono che questa sia la strada a senso unico per il futuro della mobilità.

Ma quali sono le ultime novità per le auto a guida autonoma? Cerchiamo di fare il punto dell’attuale situazione, scoprendo perché potrebbe convenire puntare su questo settore, e che cosa potrebbe essere opportuno attendersi dalle prossime stagioni.

In un futuro non molto remoto potremo dire addio alla patente e farci scorazzare da autovetture a guida autonoma: certo, la ricerca scientifica sull’automazione è ancora in corso, ma la tecnologia avanza rapidamente, quindi tra qualche l’anno ci ritroveremo i a dover rinunciare al controllo sull’auto per cederlo completamente ad un robot addestrato ad hoc per fare questo.

Perché conviene la guida autonoma?

Le auto a guida autonoma sembrano essere pronte a condividere con tutti i loro utilizzatori un ricco ventaglio di benefici, una buona parte dei quali – almeno per il momento – ancora sul piano teorico.

Si pensi, ad esempio, al maggior livello di sicurezza conferito dalle auto che si guidano da sole (minor numero di incidenti dovuti all’errore umano), al maggior livello di comfort (i viaggi saranno meno stancanti, soprattutto per anziani e portatori di handicap) e di accessibilità (anche in termini di mobilità condivisa).

Naturalmente, questi benefici devono essere evidentemente legati in sinergia con l’abbattimento delle proprie attuali abitudini. Cosa succederebbe, ad esempio, in caso di guasto? E nell’ipotesi di decisioni cruciali, da prendere mentre si è al volante (si pensi alla scelta tra investire un pedone e sbattere contro il muro)?

Si tratta, evidentemente, di una piccola frazione dei tantissimi interrogativi che da anni si susseguono nel settore delle auto senza guidatore, e che giorno dopo giorno costituiscono delle forti sfide in capo ai progettisti e agli ingegneri.

Diversi livelli di automazione

Al fine di non cadere in facili confusioni all’interno di questo settore, giova tuttavia compiere una precisazione sui diversi livelli di automazione, e la loro immediata applicabilità sul territorio europeo.

In particolar modo, la Commissione Europea ammette che sono già presenti sul mercato europeo i livelli 1 e 2 di guida autonoma, laddove il livello 0 è quello dell’assenza di guida autonoma (l’autista gestisce completamente la guida), il livello 1 è quello del supporto tecnologico (l’autista guida, ma dispone di sostegni automatici), e il livello 2 è quello di limitato intervento del robot (l’autista guida, ma il sistema interviene in casi limitati, come ad esempio la fermata improvvisa in caso di imprevisto).

Di contro, i gradi di automazione più avanzata non sono ancora disponibili, ma dovrebbero esserlo nel corso dei prossimi anni, i livelli 3 e 4, già in fase di testing: si tratta dei livelli di automazione condizionata (il sistema richiede il monitoraggio dell’autista, ma si occuperà di buona parte dei processi di guida), e elevata (il sistema non necessita della supervisione dell’autista). Più lontana è la possibilità di applicare il livello 5 di automazione, quella totale, in cui il sistema gestisce completamente la guida.

Livelli di automazione
L’automazione è un ambito in continuo sviluppo. Basti pensare alle innovazioni che hanno coinvolto le nostre vetture negli ultimi tempi:  telecamere di bordo, cambio automatico, parcheggio assistito. Altri tipi di innovazione (come l’Auto Pilot) si trovano ancora in una fase embrionale di progettazione. I livelli di automazione delle vetture sono diversi, per la precisione sei. Ad ognuno di questi corrisponde un ruolo da parte del conducente: man mano che aumenta la complessità dei livelli, si riduce l’apporto manuale del guidatore. I veicoli a guida autonoma presenti nel mercato europeo si assestano sui livelli di automazione 1 e 2, e si prevede che livelli più avanzati si raggiungeranno a partire dal 2020.

fonte: noicompriamoauto

 

Come funzionano le auto a guida autonoma

Ma in che modo funzionano le auto a guida autonoma?

Il funzionamento è legato a un complesso sistema di intelligenza artificiale che si avvale della presenza di sensori in grado di intercettare le informazioni provenienti dal mondo esterno, elaborarle e utilizzarle per poter deliberare dei comportamenti di guida. Telecamere, scanner e altri elementi complessi sono dunque in grado di “fotografare” in maniera continuativa l’ambiente esterno, elaborando così il mondo che ci circonda in informazioni interpretabili dalla macchina in maniera, si spera, infallibile.

Il riferimento alla speranza non è tuttavia casuale. Sebbene la tecnologia abbia fatto passi da gigante, ci sono ancora numerosi punti oscuri che potrebbero allontanare l’effettiva applicazione dei sistemi di guida autonoma sulle nostre strade. I prossimi mesi, in tal senso, dovrebbero apportare ulteriori novità, e nuovi passi in avanti verso l’implementazione di massa di tale tecnologia.

Avete idea di come funzionano i veicoli a guida autonoma? Dotati di un’intelligenza di tipo artificiale, questi veicoli sono capaci di orientarsi nello spazio circostante e capire qual è l’azione più giusta da compiere, in base ad una semplice rielaborazione delle informazioni che provengono dall’ambiente. Scanner laser, telecamere e sensori sono in grado di “fotografare” fedelmente l’ambiente esterno, che viene semplificato in figure geometriche per arrivare in maniera più diretta al “cervello” della vettura.

I veicoli autonomi sfruttano anche un altro elemento di innovazione, che è la connettività. Tramite reti sempre più efficienti e veloci (come il 5G) la macchina a guida autonoma può scambiare dati con accessori, sensori e altri veicoli simili (ad esempio i semafori smart). Poiché i dati circolano sempre più velocemente, il rischio è che possa essere intaccata la privacy.

I vantaggi delle auto a guida autonoma

Come è successo con altri accessori e dispostivi tecnologici di cui oggi non potremmo fare a meno, anche le automobili a guida autonoma sono state pensate e realizzate con lo scopo di migliorarci la vita, e di agevolare gli automobilisti che, spesso, lamentano di essere stanchi per il traffico o per la necessità di dover percorrere tanti chilometri con la macchina.

Ma la domanda è questa: sareste disposti, a fronte dei vantaggi legati all’utilizzo di auto a guida autonoma, a rinunciare del tutto al vostro stile di guida per cedere il controllo totale della strada ad un robot manovrato da un sistema elettronico?

Per alcuni la risposta è: sì, perché sono diversi i vantaggi di utilizzare una vettura autonoma che non ha bisogno di essere guidata. Più di un recente studio compiuto sull’argomento ha infatti evidenziato che queste vetture sono più sicure di quelle “tradizionali”, e guidandole si riscontra un minor numero di incidenti provocati dall’errore umano. Inoltre, chi è costretto a percorrere molti chilometri ogni giorno trae sollievo dal fatto che non guida e può rilassarsi anche per lunghe ore di viaggio.

Altro vantaggio è rappresentato dall’accessibilità e dal fatto che sono previste facilitazioni per anziani e disabili che acquistano un’auto del genere. Ma, per quanto anche l’Unione Europea abbia stanziato milioni di euro per finanziare la ricerca nel campo dell’automazione, qualche dubbio ancora resta. Come possiamo essere sicuri al 100% che le auto a guida autonoma riescano a captare le circostanze esterne e a fornire una risposta in tempo reale, evitando accadimenti casuali che potrebbero capitare mentre si guida?

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