Nel motocross contemporaneo esistono strutture che lavorano sulla velocità del risultato e altre che privilegiano una costruzione più progressiva, legata allo sviluppo tecnico e alla crescita dei piloti. Il MRT Racing Team rientra nella seconda categoria. La stagione 2026 del mondiale MXGP, già avviata con le tappe di Argentina, Andalusia, Svizzera, Sardegna e Trentino, sta mostrando proprio questo tipo di impostazione: una struttura impegnata a consolidare un progetto, mantenendo equilibrio tra sviluppo della moto, adattamento dei piloti e continuità operativa.
Al centro del progetto resta la figura di Elio Marchetti, team manager che negli anni ha costruito un’identità riconoscibile nel paddock internazionale. Nato a Viterbo nel 1974, Marchetti ha attraversato discipline diverse, partendo dal motocross e dal supercross tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta, fino all’esperienza nelle competizioni automobilistiche turismo, culminata con la partecipazione al FIA World Touring Car Championship.
Questo doppio percorso ha contribuito a definire un approccio gestionale molto pratico, centrato sulla lettura tecnica e sulla comprensione diretta delle dinamiche di gara.
Negli ultimi anni il team ha assunto una dimensione differente grazie alla collaborazione con Betamotor, marchio storico italiano che ha scelto di rafforzare la propria presenza nel motocross mondiale. Il passaggio da struttura satellite a progetto ufficiale ha comportato un’evoluzione organizzativa significativa, mantenendo però alcune caratteristiche originarie del team: attenzione ai giovani, continuità tecnica e lavoro sul medio periodo. Non è un caso che negli anni il team abbia rappresentato un punto di passaggio importante per piloti poi diventati protagonisti assoluti del motocross internazionale.
La line-up 2026 riflette questa impostazione. L’arrivo di Jago Geerts e Rick Elzinga ha introdotto esperienza internazionale e prospettiva tecnica dentro il progetto Beta. In una recente intervista concessa a GateDrop, Marchetti ha definito quella attuale “una delle squadre Beta più forti degli ultimi anni”, sottolineando anche l’obiettivo di avvicinarsi stabilmente alla top five del mondiale MXGP. La stagione, almeno nella sua prima parte, ha mostrato segnali coerenti con questa linea: miglioramenti progressivi, lavoro costante sulla moto e una gestione prudente dei momenti più delicati, come il rientro dall’infortunio di Elzinga o l’adattamento di Geerts alla nuova struttura tecnica.
Parallelamente, MRT Racing continua a sviluppare il proprio impegno nelle categorie europee, con Alexis Fueri e Brando Rispoli nell’EMX250. Anche questa scelta rientra in una visione più ampia, orientata alla costruzione di una filiera tecnica interna che possa accompagnare i piloti verso le categorie superiori. Nella stessa intervista, Marchetti ha confermato la volontà di ampliare progressivamente la presenza di Beta nelle classi minori, evidenziando come il lavoro sui giovani rappresenti un passaggio necessario per competere con continuità ai vertici del mondiale.
Il calendario entra ora in una fase importante della stagione, con gli appuntamenti di Lacapelle-Marival in Francia, Teutschenthal in Germania e Kegums in Lettonia previsti tra fine maggio e inizio giugno. Circuiti differenti tra loro, utili anche per comprendere l’evoluzione del progetto tecnico nel corso dell’anno.
In questa fase, più che i singoli episodi, conta la capacità di mantenere una traiettoria coerente, evitando oscillazioni troppo marcate nei risultati e nella gestione del lavoro.
Dentro questo equilibrio si inserisce anche il recente ritorno di Marchetti alle competizioni automobilistiche. Nel mese di aprile, al Mugello, il team manager di MRT Racing è tornato al volante dopo circa vent’anni, conquistando la vittoria assoluta in Gara 2 del National GT Challenge insieme a Riccardo Romagnoli su Ferrari 488 Challenge Evo. Un episodio che non modifica il baricentro del progetto motocross, ma che restituisce un ulteriore elemento della sua figura sportiva: quella di un manager che continua a mantenere un rapporto diretto con la competizione, senza limitarsi esclusivamente alla dimensione organizzativa.






